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truffa

Ebbene sì, siamo caduti in un tranello, abbiamo incontrato sulla nostra strada un truffatore che ci ha fregati per bene.
Come è possibile, direte voi, che ancora oggi si possa cadere vittima di una truffa?
I motivi sono molti, primo di tutti la volontà di riuscire a suonare, la mancanza di lavoro, le delusioni subite quest’anno con gli uffici stampa e le agenzie di spettacolo.
Però gran parte dell’opera è stata organizzata e resa possibile grazie alla bravura del signor truffatore che dobbiamo riconoscere, sa il fatto suo.
Questo distinto signore di 63 anni si è presentato come un Capitano in pensione, con tanto di tesserino della compagnia Costa Crociere.
Ecco la nostra storia.

L’aggancio.
A maggio abbiamo saputo tramite un conoscente che c’era da liberare un appartamento da vecchi mobili. Così, per guadagnare qualcosa e fare un po’ di recupero, abbiamo preso un appuntamento con questo signore. Ci siamo visti al casello dell’autostrada di Bordighera. Non siamo andati a vedere l’appartamento perché ci è stato detto che in seguito alla forte pioggia del giorno prima la strada era stata interrotta da una frana.
Il Capitano inizia così a parlare, a raccontare la storia della sua vita a Sandro e Emma che rimangono ad ascoltare per due ore, di suo padre prigioniero a Mauthausen, della sua dedizione al lavoro, dei sacrifici per diventare capitano. Il tutto condito con canzoni di vario genere, racconti di bordo, aneddoti divertenti.
Noi gli abbiamo raccontato di essere musicisti e che ci sarebbe piaciuto entrare a lavorare sulle navi, dato che non c’erano molte opportunità ‘a terra’.
Immediatamente ci ha proposto di azionarsi per farci entrare nella Costa Crociere, dove lui aveva lavorato e conosceva tante persone. Ma noi gli abbiamo risposto che così, da un momento all’altro non potevamo mollare tutto, magari poteva interessarci fra qualche mese.

Prima mazzetta.
Il Capitano ci fa sapere che ci vuole incontrare per parlare di un nostro eventuale ingaggio. Noi andiamo all’appuntamento nella hall del lussuoso residence di Bordighera nel quale alloggia.
Ci spiega che la paga per i musicisti è di 4500 euro a testa, che possiamo ottenere un lavoro con tutto il gruppo, suoneremo quello che ci pare.
L’ingaggio consiste nel suonare per 7 ore tutti i giorni, si lavora per 3 mesi e poi avremo 21 giorni da passare a casa e via di seguito.
Con questo lavoro potremo avere un futuro sicuro e una pensione dopo 14 anni di servizio.
Non che la prospettiva di rimanere 14 anni sulle navi fosse molto attraente per noi, ma magari in qualche anno avremmo potuto mettere dei soldi da parte per realizzare dei progetti: un nuovo disco, oppure costruire un centro benessere da noi a Latte. Cominciamo a sognare.
Possiamo finalmente suonare, avere un lavoro con la musica, iniziare a rientrare un po’ dei soldi spesi in tutti questi anni.
Ok, ci stiamo.
Per ottenere il lavoro sono necessari i corsi di salvataggio, il che vuol dire spendere 800 euro a testa che verranno rimborsati con il primo stipendio.
Possiamo farli da soli e spendere 1200 euro, oppure con lui, come preferiamo. Preferiamo spendere meno e dopo qualche giorno gli consegnamo 800 euro a testa e le fotocopie di passaporto e carta d’identità. Con l’aggiunta della cantante e di suo marito siamo in tutto 6 persone.

Seconda mazzetta.
C’è da pagare 42 euro a testa, una foto tessera per i permessi nulla osta del contratto.
La cosa non ci insospettisce: che genere di truffatore è uno che ti chiede 42 euro? Inoltre i corsi di sopravvivenza sono reali, ce lo hanno confermato alcuni amici musicisti che hanno dovuto pagare per questo, quindi…

La pizza da noi.
Il Capitano viene da noi a mangiare la pizza. Ci tiene ad avere un’amicizia, con noi e con tutti i nostri familiari.
La prima volta viene con la moglie. Può essere un truffatore uno che ti viene in casa con la moglie a mangiare la pizza?
Racconta altre storie di viaggi, di avventure come Capitano, ci canta le canzoni dei Los Paraguayos, racconta dei musicisti famosi che ha incontrato sulle navi, poi si apparta con gli uomini raccontando storie di avventure piccanti, mostrando di non farsi sentire dalla moglie. Ci dice di voler riprendere a lavorare per la Costa Crociere in qualità di supervisore, anche se la moglie è contraria, ma che lui senza il mare non può stare. Deve lavorare, non può restare a passeggiare a Bordighera, non ci resiste.
La seconda volta, a mangiare la pizza ci viene con moglie e figlia di 12 anni. Si è mai sentito dire di un truffatore che porta la figlia dodicenne a cena dalle sue vittime?
La bambina, forse inconsapevole, racconta del papà capitano, severo con i direttori di albergo e con i suoi sottoposti. La moglie è sicuramente a conoscenza delle sue truffe, anzi, è lei stessa a raccontarci altre storie del marito Capitano, con l’atteggiamento della donna saggia e paziente che sopporta le scappatelle del marito incorreggibile.

La preparazione del gruppo.
Nei mesi di giugno, luglio e agosto ci sentiamo spesso col Capitano, gli chiediamo informazioni su come spedire gli strumenti, sul contratto, su ulteriori permessi. Ci rassicura in tutto. Dobbiamo renderci disponibili per le visite nel mese di agosto. La partenza con il gruppo è per il 16 settembre.
Noi smettiamo di lavorare, ci prepariamo per la partenza, per la scelta del repertorio, per procurarci i flight case per tutti gli strumenti. Vogliamo portarci dietro tutti i nostri strumenti compreso l’organo hammond, varie chitarre e tastiere, batteria. Ci servono molti bauli e costano cari. Passiamo intere settimane a cercarli di seconda mano e qualcuno lo ordiniamo nuovo, su misura.
Iniziamo le prove. Intanto passa anche il mese di agosto e nessuno ci chiama.

Le visite mediche
A fine di agosto c’è una novità: il Capitano dice che é cambiata una legge e ora uno di noi deve per forza possedere il Libretto di Navigazione. Questo libretto deve essere fatto in tempi brevi perché altrimenti non possiamo partire in tempo. Non si parte più il 16 ma il 24 settembre, poi il 4 ottobre.
Iniziano le visite. In Sanità Marittima a Imperia Sandro passa la prima visita dal dottore. Fa le analisi del sangue dove si riscontra un valore inferiore alla norma.
Disastro!
Il Capitano dice che non si può partire, oppure di far fare il Libretto di Navigazione a Marco. Certamente voleva prendere tempo.
Ma Sandro vuole andare a fondo a questa storia e riesce a ottenere un appuntamento a Torino alle Molinette il giorno successivo, per una serie di esami molto approfonditi con un ematologo, come era stato richiesto da medico della Sanità Marittima di Imperia.
Scopre così di avere una mancanza di vitamina B12 a causa della dieta vegetariana. Emma impara a fare le iniezioni e Sandro risolve anche questo problema.
Intanto il Capitano afferma di avere dato una mazzetta al dottore di Imperia. Gli chiediamo di poter restituire il favore una volta saliti sulla nave e la cosa finisce li.
Ci viene consigliato caldamente di fare gli esami del sangue per evitare sorprese alla visita pre-imbarco. Emma e Marco spendono 70 euro a testa e fanno diversi esami.
Adesso siamo più tranquilli.

La mazzetta per la Capitaneria.
Con i nuovi esami Sandro ripassa la visita medica e ha il permesso per fare l’esame di nuoto e voga. Passato l’esame di nuoto e voga gli verrà rilasciato un numero di matricola con il quale potrà andare a Genova e passare altri esami alla visita Biennale. Ma a Imperia, dopo aver passato con successo gli esami, gli dicono che ci vuole almeno un mese per ottenere questo numero di matricola. Il Capitano fa un po’ di giri alla Capitaneria e ritorna dicendo di aver trovato la soluzione allungando una mazzetta di 1000 euro. Sandro gli da tutto quello che ci rimane cioè 600 euro. Allora Il Capitano fa finta di andare al bancomat per prelevare gli altri 400 euro. Ci fa un favore da amico, come un padre. Questi soldi li restituiremo una volta saliti sulla nave.
In effetti, il numero di matricola arriva dopo qualche giorno. Visto? Funziona!

Altra mazzetta.
Sandro parte con tutti i suoi esami in duplice copia, radiografie, permessi già ottenuti e va col Capitano a Genova, per passare la visita Biennale.
Appena arrivati alla cassa marittima di Genova il Capitano gli chiede 33 euro a testa per prenotare le visite pre-imbarco per tutti i musicisti.

Sandro diventa marinaio!
In poche ore di visite, pressione sanguigna, vista e urine, Sandro passa gli esami e se ne tornano a casa col foglio che lo abilita a ricevere il Libretto di Navigazione, con grande sorpresa del nostro ‘benefattore’. Per rendere la scena ancora più reale, lo accompagna davanti agli uffici della Costa Crociere mostrandogli dove avrebbe presto firmato il contratto, dove avremmo ricevuto l’appuntamento per il giorno della partenza e preso le misure per le nostre divise.

Ultima mazzetta.
Dopo qualche giorno ci fa sapere che per partire in tempo servono le divise, ma non c’è tempo! Se vogliamo partire subito e non rimandare la partenza a dicembre bisogna passare per un’altra strada: dobbiamo fare le divise pagandole privatamente. Saliti a bordo, il costo delle divise ci verrà interamente rimborsato. Eravamo venuti a sapere che alcune persone si erano dovuti pagare le divise, quindi la cosa era verosimile. Costo: 840 euro a testa. Riusciamo a recuperare questi soldi facendoceli prestare dai nostri familiari. La partenza è rinviata di altri 20 giorni.

La scoperta.
I musicisti e i nostri familiari, sempre dubbiosi su questa vicenda che ormai va avanti da 5 mesi, continuano a fare ricerche su internet. Un bel giorno Alberto scopre un articolo in cui si parla di una truffa ai danni di una vecchietta alla quale era stata venduta una finta crociera sulla compagnia Costa Crociere fatta da un signore con moglie e figlia di età corrispondente ai nostri personaggi. Cerchiamo ancora su internet e troviamo un altro articolo, questa volta con nome e cognome: il nostro Capitano ha truffato un giornalaio a Ovada con un finto affare di oro, questa volta si era spacciato per un pilota dell’Alitalia. Il processo è a maggio 2014. Seguono alcuni giorni di mal di testa e nevrosi collettiva.

Che fare?
Sapevamo di essere stati truffati, sapevamo che lui non sapeva, che ignaro e tranquillo avrebbe continuato la sua recita, continuando a chiedere soldi e a rinviare la partenza.
Ma cosa potevamo fare?
Chiesto consiglio ad alcuni amici fidati, ci avevano risposto che i soldi ce li potevamo scordare. Dimenticateli, metteteci una pietra sopra, finitela li.
A meno che non volessimo optare per una soluzione alla Quentin Tarantino. Ma non è nel nostro stile.
Questi comportamenti sono ottimi per la trama di un film, ma non nella realtà.
Quindi? Una denuncia? E che gli fanno? Chiamiamo le iene? No, niente casini. E allora, che facciamo? Niente?
D’ora in poi registriamo tutte le telefonate e le conversazioni seguendo il consiglio di Andrea.

La trappola.
Alla fine decidiamo di andare a denunciarlo dai Carabinieri. Sandro racconta tutta la storia da capo e si rende disponibile per incastrarlo.
Scopriamo anche che c’è un altro ragazzo che è stato truffato, un giovane che lavora nel residence dove alloggia il Capitano. Questo ragazzo chiede di parlare con noi perché è preoccupato, così Sandro lo accompagna dai Carabinieri che gli spiegano la situazione e gli chiedono di non dire niente per il momento. Il piano è di aspettare che lui avanzi altre scuse per chiederci altri soldi e l’occasione arriva dopo qualche giorno.
Questa volta ci dice che è difficile farci imbarcare tutti insieme e che cercherà di ungere qualche ingranaggio a Genova. C’è bisogno di 500 euro a testa. Riusciamo a trovare 1200, cerchiamo di contrattare, dicendo che gli altri li daremo in seguito.

L’arresto.
Appuntamento alle 18,30 alla stazione di Bordighera, Sandro d’accordo con i Carabinieri, è li alle 18. Il Capitano arriva, gli parla, mostra un foglio scritto a mano di un permesso per la visita pre-imbarco, racconta ancora le sue storie, poi si salutano, salgono in macchina e, arrivati al semaforo, i Carabinieri arrivano bloccando il traffico. Prelevano il Capitano dalla sua vettura, un altro carabiniere si mette alla guida dell’auto. Quasi subito vanno in casa sua a fare una perquisizione. La sera stessa qualcuno tenta di contattarci al telefono col numero del Capitano, ma noi non rispondiamo. La moglie il mattino dopo fa finta di niente, accompagna la figlia a scuola come sempre.

Altre storie.
In cinque mesi abbiamo ascoltano un gran numero di racconti, ci ha fatto girare come le trottole, ci ha preparato diversi tranelli. Eccone alcuni.
Un giorno ci chiama a casa sua e ci dice di avere dell’oro da vendere. Lo aveva trovato in una cassetta di sicurezza a Monaco, faceva parte dell’eredità che i suoi genitori gli avevano lasciato e non sapeva come venderlo. Ma noi non eravamo interessati a questo genere di cose e gli abbiamo consigliato di venderlo a Torino dove lo pagano meglio.
Un’altra volta ci chiama chiedendoci di vederci personalmente e ci dice che siccome la cantante brasiliana non possedeva un permesso di soggiorno a tempo indeterminato, avrebbe trovato una soluzione. Questa volta però gli è andata male perché il permesso definitivo le era appena arrivato.
In occasione di una delle visite ad Imperia, siccome c’erano 2 ore di pausa fra un appuntamento e l’altro, il Capitano porta Sandro a visitare i suoi ulivi e la casa dei genitori ad Aurigo, mostra il libretto di navigazione del padre e racconta alcuni aneddoti.
Terapia dello shock: più volte ha utilizzato questo noto mezzo di destabilizzazione.
Un giorno ha raccontato della pena che provava a vedere dei vecchi vacanzieri tedeschi mentre andavano con delle bambine vietnamite.
Ha raccontato a Sandro di episodi di violenza e torture su delle scimmiette, cagnolini e piccoli animali catturati nei viaggi in nave da parte di marinai ed equipaggio.
Ha raccontato anche la storia di un suo figlio, morto a due anni e della sofferenza provata a causa dell’insensibilità dei medici.
Si è mostrato per un periodo alla guida di un Porche Cayenne che poi non si è più visto.
Oppure la storia di un automobilista che ha investito il suo adorato cagnolino senza alcun rimorso.

Il cagnolino.
L’unico membro della famiglia che sicuramente è innocente. Si chiama Briciola, è un volpino rosso, il Capitano ci ha detto che apparteneva alla vecchia madre.
Se ne serve spesso per mostrare il suo lato innocuo e tenero. Lo fa saltare chiedendo un bacino. Va sempre in giro con questo tenero cagnetto.

Epilogo (per ora).
Quest’anno è l’anno delle fregature. Forse ce le siamo cercate volendo a tutti i costi un’opportunità, una via d’uscita.
A gennaio abbiamo perso soldi e tempo con gli uffici stampa e adesso abbiamo subito una truffa da parte di un furbastro che ci ha fatto credere di poterci far entrare a suonare nelle navi della Costa Crociere con tutto il gruppo.
Per prepararci a questo lavoro non abbiamo lavorato d’estate, abbiamo comprato materiale, fatto prove, pagato permessi. Adesso dobbiamo trovare un lavoro e correre ai ripari.
L’orgoglio ferito, la preoccupazione, la delusione e i problemi economici che ne derivano ci hanno dato una bella scossa.
Opss, che succede? Allora non è arrivata la tanto desiderata occasione, non è girato il vento, come pensavamo.
Come abbiamo potuto sbagliare così?
Il truffatore era molto in gamba, l’esca è stata molto allettante, alcune coincidenze fortuite (per lui) ci hanno fatto cadere nella sua trappola.
L’errore più grande è stato nel credere ai suoi tanti discorsi, ai racconti, al suo continuo auto-referenziarsi. D’ora in poi staremo ben attenti ad ascoltare chi si proclama tal dei tali e cercheremo di informarci molto bene sull’effettiva veridicità delle sue parole. Controllare a fondo è molto importante ed è un lavoro che dobbiamo fare da soli. Nessuno può farlo meglio di noi, non bisogna delegare ad altri questo compito così delicato.
D’altra parte la preoccupazione a cui teniamo molto è di mettere in pratica i nostri pochi rudimenti di filosofia buddista: non provare odio, non cercare di nuocere, agire con giustizia. E poi c’è la legge del Karma…
Non sappiamo a quanto servirà tutto questo, se la giustizia farà realmente il suo corso, ma almeno possiamo essere contenti di aver agito per il meglio, senza agire d’impulso e con violenza. La motivazione che ci ha spinto è stata di cercare di fermare questo individuo che da anni raggira molte persone. Stranamente su internet per diversi mesi non è apparsa nessuna notizia che lo riguardava, solo una domanda su 2 blog, rimasta senza risposta. Ora speriamo di dare qualche notizia in più con la nostra storia.
Ringraziamo il nucleo operativo dei Carabinieri di Bordighera che ci hanno aiutato e hanno arrestato “Il Comandante”  che ora è agli arresti domiciliari.

http://www.ilnazionale.it/2013/10/12/leggi-notizia/argomenti/cronaca-6/articolo/bordighera-si-spaccia-per-un-ex-comandante-di-costa-crociere-e-truffa-una-band-di-giovani-per-13mil.html#.UlmREyh7nP1

9 commenti

  1. giancarlo sarti - 2013-10-13 17:10

    Ragazzi mi dispiace veramente tanto e Vi capisco,so cosa vuol dire essere truffati,perdere tempo e denaro,cercate solo di dimenticare e prenderla come esperienza per il futuro,ma non perdete la fiducia nel prossimo gente onesta in giro ce n’è ancora,poca,ma c’è.In bocca al lupo per i prossimi concerti.ciao

    Rispondi
    • Barmagrande - 2013-10-14 18:10

      Grazie Giancarlo,
      ora cercheremo di trovare delle date in giro.
      Sandro

      Rispondi
  2. Lola - 2013-10-14 17:10

    Sarò un po’ cinica, ma difficilmente ti fanno pagare per ottenere un lavoro e in più complimenti che in ogni caso eravate disposti ad allungare delle gustose “mazzette” pur di ottenere voi un incarico. (Che poi è risultato fittizio, ok, ma voi quelle mazzette le avreste pagate)
    Per il resto, mi dispiace, essere raggirati non è mai bello è meglio buttarsi tutto alle spalle.

    Rispondi
    • Barmagrande - 2013-10-14 18:10

      Ciao Lola,
      quasi tutta la somma pagata era per i corsi, visite, documenti, divise, spese che chi vuole imbarcarsi deve realmente affrontare, persone che lavorano nell’ambiente ci avevano confermato la prassi.
      Sandro.

      Rispondi
  3. Lola - 2013-10-14 19:10

    “Intanto il Capitano afferma di avere dato una mazzetta al dottore di Imperia. Gli chiediamo di poter restituire il favore una volta saliti sulla nave e la cosa finisce li.”

    “Il Capitano fa un po’ di giri alla Capitaneria e ritorna dicendo di aver trovato la soluzione allungando una mazzetta di 1000 euro. Sandro gli da tutto quello che ci rimane cioè 600 euro. Allora Il Capitano fa finta di andare al bancomat per prelevare gli altri 400 euro.”

    So ancora leggere e il “quasi” implica che ciò che ho affermato è corretto, ovvero che eravate disposti anche a pagare delle mazzette e non vi siete tirati indietro.
    Non sto sminuendo la truffa, per carità, il raggiro c’è stato, 13 mila euro non sono pochi e il signor “Capitano” è bene che paghi per quello che ha fatto.
    Mi ha lasciata allibita che foste disposti a pagare delle mazzette e tutto sommato da quel punto di vista non vi siete fatti molti scrupoli, né posti dei dubbi sulla moralità della persona.
    (1000 euro è il 7,7% di 13000 euro e lui ha affermato di aver allungato un’altra mazzetta cui voi eravate pronti a restituire il favore, non è una percentuale poi così bassa su tutto l’importo)

    Non voglio essere ipercritica, solo appunto non capisco come ci si possa fidare di uno che dice di dare mazzette a destra e a manca per farvi “lavorare”, già di partenza è un disonesto.

    Rispondi
    • Barmagrande - 2013-10-14 20:10

      Hai perfettamente ragione,
      in alcuni momenti ho fatto delle scelte discutibili. Voglio spiegarti come mi sentivo in quei momenti.
      Erano mesi che aspettavamo e ci preparavamo alla partenza, tutti i musicisti contavano su questo ingaggio, io mi sono sentito responsabile di un
      eventuale perdita del lavoro per 5 persone, ero disperato. In pochi attimi ho dovuto scegliere di accettare di pagare una mazzetta e per quello che ne sapevo, avrei perso il lavoro se non lo avessi fatto, oppure avremmo dovuto aspettare troppi mesi per la partenza e noi non avevamo più soldi. Se non fossi stato disperato, non avrei mai pagato una mazzetta! Questa è stata la bravura del nostro capitano, di farmi paura e di dover decidere in pochi attimi. Questa è la situazione che mi si è presentata con la mazzetta della capitaneria (che ho pagato interamente io). Invece la mazzetta del dottore, nessuno gli aveva detto di allungarla, lui ce lo ha detto a fatto compiuto, anzi, per meglio dire, ha fatto finta di avergliela data, senza chiedere niente a noi. Quando ce lo ha comunicato, gli ho risposto che avremmo restituito la somma una volta ottenuto il lavoro. Forse questo è stato il risultato del plagio che ho subito in diversi mesi. Ed è proprio questo il motivo per cui pubblichiamo questa storia, non per uscirne puliti come degli angioletti, ma per far capire come si possa sbagliare quando si ha la sfortuna di incontrare un delinquente. Sandro

      Rispondi
  4. katherine - 2013-10-14 23:10

    L’astuzia di questa gente è proprio quella di giocare sul tempo che manca e sulla necessità di “rispondere subito” impedendo, di fatto, la riflessione e la ricerca di dati che confermino la sincerità della proposta.E’ gente che capisce al volo la disperazione e la voglia di realizzare un sogno e non si fa scrupoli ad utilizzare minori e animali per sembrare più credibile. E’ gente che sa portare esempi nominando persone degne della nostra fiducia facendo credere che sono loro amiche.
    A me è capitato, nel piccolo, tanti anni fa con i famosi venditori di enciclopedie . Ne avevo comprata una, assolutamente inutile, proprio perchè mi era stato detto che anche un’altra collega, di cui avevo molta stima, l’aveva comprata. Anche allora avevo dovuto decidere subito, perchè l’offerta speciale scadeva proprio quel giorno. Col senno di poi, penso che la collega non sapesse nulla di quell’enciclopedia e che nemmeno l’offerta speciale si esaurisse quel giorno. Anche adesso, di continuo, ricevo proposte telefoniche di ogni genere per offerte che si esauriscono proprio i giornata, ma ho fatto letteralmente un “voto”, di non accettare più nulla che mi venga proposto con la fretta.
    Di sicuro questo personaggio ha orchestrato molto bene la sua truffa e, conoscendo la vostra grande passione per la musica, i sacrifici di tanti anni, sono veramente molto addolorata che vi sia successo tutto questo.
    Un abbraccio forte!

    Rispondi
    • Barmagrande - 2013-10-15 00:10

      E’ vero, questa è una giusta osservazione: chi ti spinge ad agire con la fretta è facilmente in malafede. Grazie professoressa Milanesio! Tanti saluti da Sandro.

      Rispondi
    • giancarlo sarti - 2013-10-16 22:10

      Confermo anch’io quanto dici, Katherine,ahimè la famiglia dei truffati è vasta.Accetto di fare una società per gestire un locale pubblico.Tempi ristretti perchè ci sono altri potenziali soci.Da quando accetto ad arrivare davanti al commercialista passano circa dieci giorni,compresa richiesta di finanziamento dalla banca,purtroppo in questo caso, dopo tre giorno ho i soldi.Al momento del passaggio dei soldi il titolare dell’ufficio se ne va e ci lascia un dipendente e li ho incominciato a sentire puzza di bruciato.Nessuna ricevuta dell’avvenuto pagamento,perchè? domando;risposta si fa cosi fanno tutti cosi.La faccio corta; dopo circa due mesi vengo a sapere che il mio pseudo socio ha già rifiutato tre appuntamenti dal notaio per fare l’atto della società.Alla mia solita stupida domanda,perchè?risposta: e se tu non mi dai tutti i soldi? risposta:se non andiamo dal notaio tu soldi non ne vedi più.Ma la cosa che più mi ha stupito è che il signorino voleva tutto il denaro in nero,non solo quello del compromesso. Soltanto dopo avremmo fatto questa società anche se i patti non erano quelli.
      Personaggi del genere li possiamo denunciare finchè vogliamo,ma di soldi non ne vedremo neanche l’ombra.Il tipo sopra nominato,il locale intestato alla compagna,la casa intestata alla madre e lui con i soldi in tasca ma per la legge nullatenente.

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