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Se si conoscessero tutti i veleni contenuti in un panino, un innocuo panino non imbottito…

Walter, il padre di Sandro e Marco è panettiere da quando aveva 14 anni, ha visto l’arte bianca cambiare, evolversi con i tempi.
Ha visto l’introduzione dei prodotti chimici per accelerare e semplificare la panificazione.
Emma ha sempre vissuto in campagna, i genitori erano floricoltori.
Siamo quindi tutti a conoscenza dei cambiamenti in ambito agricolo, dagli anni ’60 in poi, con l’introduzione di pesticidi, insetticidi, diserbanti, concimi chimici, la riduzione delle varietà, delle sementi, le sementi geneticamente modificate.
Abbiamo capito il perché di tante intolleranze alimentari di cui oggi soffrono le persone.

Come è fatto il pane?

Partiamo dal seme, geneticamente modificato, cresciuto in un terreno trattato con i diserbanti, concimato con prodotti derivati dal petrolio, cosparso di insetticidi chimici, fungicidi, infine raccolto e stipato nei silos.
Ora, un chicco è vivo, cioè può germogliare, finchè è intero ed è stato raccolto di recente.
Più aspetta per essere consumato, più perde di vitalità, soprattutto se è stato macinato.
La farina che è usata per fare il pane, dovremmo capire se è rimasta nei silos per 6 mesi o 6 anni.
Inoltre, come è stata macinata? Se è macinata a freddo, il prodotto non si surriscalda e mantiene le sue proprietà, altrimenti perde vitalità.
Di solito è macinata con macchine industriali che surriscaldano la farina, la quale viene poi sbiancata e privata della sua parte esterna.

Ecco cosa si intende quando si parla di farina bianca 0 o farina 00, ed è questa che crea le intolleranze.
Ricordiamo che in natura esistono molti tipi di cereali con i quali possiamo fare il pane, farine che non contengono glutine, o molto meno glutine: il grano duro tipo italiano Senatore Capelli, la farina di Kamut (che però arriva dal Canada), la farina di farro.
Noi invece obblighiamo il nostro organismo – che si è evoluto per millenni mangiando altri cereali – a nutrirsi solo di grano tenero con il pane e grano duro con la pasta.

Continuiamo, arriva il momento di fare il pane. Siamo nel pastino, la stanza dove i panettieri impastano.
Una volta, quando si usavano i lieviti naturali, la stanza, cioè il pastino, doveva essere riscaldato perché altrimenti il pane non lievitava bene.
Oggi non ce n’è bisogno, perché alla farina si aggiungono i miglioratori che sono sostanze chimiche, aggiunte nella quantità del 10%, che fanno lievitare prima il pane. La lievitazione avviene mettendo il pane in apposite celle caldo-freddo.
Oggi anche il lievito è chimico, poi abbiamo un 10% di miglioratore, i grassi aggiunti, spesso si tratta di strutto.
Quindi aggiungiamo: mangiando un panino, alimento vegetariano all’apparenza, ci mangiamo facilmente del grasso di maiale.

Controllare sempre gli ingredienti.

Poi ci sono i vari tipi di pane e per questo dobbiamo fare attenzione agli ingredienti perché ci può essere aggiunto di tutto.
Il pane integrale per esempio, non è stato fatto con la farina integrale, ma con farina bianca che ora sappiamo come è stata fatta, più l’aggiunta di crusca.
La farina può arrivare dalla Russia, dall’Ucraina, dalla Turchia, dal Canada, dal Messico. Magari la farina arriva dalla Russia e la crusca dalla Turchia.
Il pane industriale l’Italia lo importa soprattutto dalla Romania, costa meno della metà di quello prodotto in Italia.
E’ stato cotto con i forni a legna dove bruciano bare e copertoni; è stato congelato, scongelato, ma noi lo preferiamo perché si risparmia.
Altro da aggiungere per pane da toast, quello nei pacchetti: ha in più i conservanti, stabilizzanti ecc.
E dopo tutto ‘sto casino come volete voi che il nostro sistema immunitario non se ne vada in tilt e non nascano le intolleranze?

La pasta. Cosa c’è dentro, come viene prodotta. Guardare gli ingredienti.

Stesso destino per la pasta.
La farina è stata preparata come sopra, poi si arriva alla preparazione della pasta.
Se è pasta all’uovo, ricordate che non è che che ci hanno messo le uova fresche fresche, ma un preparato precedentemente lavorato dall’industria alimentare, il quale è prodotto con uova buone, uova marce, pulcini e vermi il tutto tritato, puzzolente e fatto rinvenire, reso appetitoso da una bella dose di glutammato che nessuno ha l’obbligo di dichiarare.
Se nella pasta pronta sono presenti altri ingredienti liofilizzati, sono presenti anche dei conservanti.

Insomma, per non mangiare schifezze e non pagare il pane 10 euro al chilo al negozio biologico, noi ci siamo costruiti un forno a legna, compriamo la farina biologica e ci facciamo il pane e la pasta.
Se siamo fuori mangiamo semplice, c’è sempre la possibilità, bisogna stare attenti al dado, perché ogni ristoratore, cinese o no, ha il debole per il glutammato.

Tutti vogliono che i loro piatti siano saporiti, senza spendere tempo e soldi utilizzando prodotti migliori.
Sanno che il palato degli italiani si è assuefatto ai gusti forti, conditi; siamo come gli animali da appartamento, che non possono fare a meno della scatoletta e dei croccantini,  anche questi pieni di glutammato.
Il glutammato si trova sotto diversi nomi ed è presente nei cibi pronti, è usato in tutti i ristoranti. Anche il riso in bianco, non rinunciano a farlo bollire nel brodo di dado.

Ma poi non si capisce il perché di tutte queste malattie, che vengono anche alle persone che non bevono e non fumano.
Questo argomento sui veleni non è finito qui, ogni tanto tireremo fuori un post sui tanti avvelenamenti, alcuni dei quali nemmeno nei film di fantascienza…

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