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i problemi dei musicisti

Sembrerà strano, ma la difficoltà maggiore nel formare un gruppo e organizzare concerti non sono i soldi, né il tempo.
Non é la mancanza di volontà e nemmeno la crisi che impediscono a un gruppo di andare avanti.
Il problema principale è la gestione dei rapporti interpersonali.

Problemi e incomprensioni sono all’ordine del giorno, l’unica chance che abbiamo è di saperli superare e risolvere il meglio possibile.
Ecco un decalogo dei maggiori problemi che possono verificarsi.

1 Scelta dei musicisti
2 Scelta del repertorio
3 Scelta degli arrangiamenti
4 La scelta del personale a seguito dei musicisti
5 Trovare le date
6 Il camallo
7 Il vile denaro: le spese di gruppo, la paga dei musicisti
8 Il problema degli euforizzanti
9 I menabelini
10 Le scelte per il futuro

1 Scelta dei musicisti
All’inizio la scelta è casuale, vogliamo  formare un gruppo e ci associamo a chi conosciamo, alle persone che abitano nel nostro paese, agli amici.
Poi col tempo qualcuno se ne va e altri rimangono, forse si dovranno fare alcune sostituzioni. Tutto questo è normale.
Non si capisce perché quando qualcuno se ne va, la cosa deve assumere toni di offesa personale e devono piovere rimproveri da tutte le parti. Ognuno è libero di scegliere di suonare in un gruppo piuttosto che in un altro, come è pure normale che si desideri cambiare un elemento per vari motivi, senza per questo coprirsi da una valanga di insulti.
Detto questo, nella scelta dei musicisti il buon carattere è la prima qualità richiesta da tutti. Suona di più una persona gentile ed educata che un fuoriclasse testa di cazzo.

Un fattore da tenere in considerazione è la disponibilità dei musicisti. Hanno un lavoro impegnativo? Sono disponibili per le prove? Suonano già in diversi gruppi?
Quando prenderemo le date, se i musicisti hanno altri impegni, saremo costretti a rinunciare a qualche serata. Se gli impegni saranno troppi finiremo col perdere troppo lavoro. Bisogna quindi chiarire da subito la reale disponibilità di ognuno.

Capire la psicologia e il carattere delle persone è essenziale come lo è conoscere i loro gusti musicali. Se sappiamo già in partenza che il tizio non ama la musica che piace a noi, facilmente sorgeranno delle complicazioni.
Se non ha la preparazione per ricoprire un determinato ruolo, non possiamo sempre sognare che in poco tempo imparerà.
A parte i gruppi alle prime armi, per gli altri è meglio scegliere subito qualcuno che ci convince dalla prima volta che ci si suona assieme.

2 Scelta del repertorio
E’ meglio sceglierlo in base alle caratteristiche dei componenti del gruppo. Non si possono suonare le canzoni dei Queen con un cantante con la voce di Drupi, né possiamo suonare brani eseguiti da solisti di grande tecnica se non ne abbiamo affatto.
Cercare della musica “facile”: gli esercizi si fanno a casa, in concerto si deve suonare facilmente in modo da eseguire il repertorio con naturalezza, il meglio possibile.
Inoltre sarebbe bene introdurre nel repertorio dei pezzi propri e sviluppare sempre la composizione, questo è un parere personale.
I problemi sorgono quando seguiamo il desiderio di suonare le nostre canzoni preferite senza renderci conto dei nostri limiti.
Molte persone farebbero subito passi da gigante se solo si limitassero a suonare ciò che sono in grado di eseguire con facilità.

3 Scelta degli arrangiamenti
A parte il fatto che la parola “arrangiamento” non è di chiaro significato. Spieghiamolo.
Arrangiare una canzone significa preparare delle parti per ogni musicista.
Riguarda anche la struttura di un brano che può essere modificata aggiungendo delle parti solistiche, tutto può essere modificato, in teoria, a patto di poter riconoscere la canzone.
Di solito ogni musicista è tenuto a preparare le sue parti, il che vuol dire dover creare il proprio arrangiamento.
Durante le prove poi, tutti i musicisti in gruppo preparano l’ introduzione, degli stacchi musicali, dei soli o altre parti.
Questo lavoro può far nascere dei problemi, se creiamo arrangiamenti assurdi e ridondanti di assoli frenetici, se non capiamo i nostri limiti o non capiamo lo spirito del gruppo.
E’ sicuramente più facile cercare una versione famosa e seguirla meglio che si può ed è anche più edificante, soprattutto prima di sapere comporre sarebbe meglio imparare a seguire dei buoni esempi.

Alcune persone pensano che il loro modo di suonare sia personale e originale e rifiutano di modificare le proprie parti. Di solito quelle persone “perdono il posto” perché quando si suona in un gruppo è importante che tutti siano soddisfatti del lavoro degli altri. Se così non fosse, invece di menare il belino o sopportare un gruppo che non ci piace, è meglio andarsene.
I bravi professionisti capiscono subito se la persona che gli sta davanti è in grado di migliorarsi o se ha voglia di imparare. Quando vedono che non c’è niente da fare, se vogliono rimanere nel gruppo, invece di criticare stanno zitti, fanno il proprio lavoro e cercano di andare d’accordo con tutti.

4 La scelta del personale a seguito dei musicisti
Noi le abbiamo provate tutte.
Può essere utile avere qualche amico che ci aiuta durante i concerti, che guida, che scarica o qualcuno che venda i CD e le magliette del gruppo; è bello avere fans e amici che ci seguono compresi i familiari che ci tengono a vederci suonare.
Ma la cosa più importante è la calma, la tranquillità, l’ordine e la concentrazione.
Più gente ci portiamo dietro, più casino creiamo intorno a noi, più gente sul furgone, più affollamento, meno riposo.
Più parole, più risate, ma anche più fatica, stress e agitazione. E’ meglio essere il meno possibile, soprattutto nei casi di musicisti  che come noi, devono fare tutto da sé. E’ meglio sapersi gestire da soli. Con tanta gente intorno, le serate si trasformano nella libera uscita di una truppa e credete, gestire una truppa è molto faticoso.

Chi segue il gruppo deve essere disposto ad aiutare il più possibile, non deve pensare di andarsi a fare un giretto, non essere di peso, essere il più possibile autosufficiente, mettersi a servizio, non infastidire gli altri con malumori e agitazione o scaricare sugli altri i propri problemi.
Ogni persona, anche la migliore, deve mangiare, occupa spazio, ha un costo, quindi se non è più che indispensabile è meglio evitare di aggiungere persone alla carovana.

5 Trovare le date
Ecco un’altra mansione che deve svolgere il musicista fai da te, il quale deve occuparsi di tutto, ma proprio tutto: organizzare i concerti e le date nei locali.
C’è chi vuole suonare tanto, chi invece non può per impegni di lavoro, chi vuole andare lontano e chi no. Bisogna mettersi d’accordo prima, molto chiaramente.
Ma chi trova le date? Le trova chi si sbatte, chi ne ha voglia, chi ne ha le capacità che poi vuol dire: chi si vuole sbattere!
- Ma è giusto che siano sempre i soliti…-  Si sentono i soliti mugugni.
No, non è giusto, la vita è ingiusta, c’è la guerra, la fame; però se vogliamo ottenere qualcosa, smettiamola di guardare quello che gli altri non fanno e diamoci da fare.

Altri problemi arrivano da quelle persone che, a causa della loro inesperienza, pensano di doversi esibire solo in determinate situazioni. Desiderano grossi palchi e tanto pubblico davanti. Non è così che funzionano le cose.
La realtà è che ci si ritrova un giorno su un grande palco e il giorno dopo in un piccolo ristorantino davanti a 30 persone.
Non dimentichiamo che sono stati registrati dei bellissimi concerti jazz in ristoranti con poche persone presenti e che a volte in un pubblico di poche persone possono esserci personaggi molto importanti. Inoltre le serate servono per rodare il repertorio, per provare delle parti, per essere più sicuri e i piccoli locali sono il luogo migliore per fare questo.

Rovescio della medaglia: suonando sempre in piccoli locali si rischia di suonare così così, senza troppo impegno, non prepariamo mai una scaletta, evitiamo i pezzi nostri e scegliamo cover che sappiamo che di sicuro piaceranno al pubblico con la birra in mano. Organizzare concerti più grossi è quindi importante, serve per cercare una via d’uscita ai pubs e i soliti locali, serve per prepararsi a suonare in concerto che è molto più impegnativo di una semplice serata in un bar.

2 commenti

  1. katherine - 2014-09-09 23:09

    Sono completamente d’accordo con voi. Sono ottimi consigli dettati dall’esperienza e dal buon senso. Complimenti e buon lavoro!

    Rispondi
  2. katherine - 2014-09-09 23:09

    Sono completamente d’accordo con voi. Sono ottimi consigli dettati dall’esperienza e dal buon senso. Complimenti e buon lavoro!

    Rispondi

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