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i problemi dei musicisti

6 Il camallo

Dato che nella maggior parte dei casi i musicisti devono provvedere da sé al trasporto degli strumenti e anche alla sistemazione dell’impianto audio, tutti i membri del gruppo devono darsi da fare per preparare gli strumenti, il palco, caricare e scaricare, smontare, ricaricare gli strumenti eccetera.
Non è quasi mai così. C’è sempre chi non se la sente di faticare e chi invece lavora senza risparmiarsi.
Alcuni musicisti non vogliono spaccarsi le mani portando troppi pesi, altri non se ne preoccupano.
Alcuni riescono ad occuparsi dell’impianto audio, altri non ci capiscono niente.
Riparte il mugugno: – Quello lì viene sempre all’ultimo minuto, non aiuta mai, se ne va via prima…-
Il mugugno non serve a niente. Chi ha voglia di lavorare è meglio che si dia da fare senza lamentarsi troppo.
Si può provare a parlarne serenamente in prova, chiedendo a tutti un maggior aiuto, ma se gli altri non ne vogliono sapere, la scelta da fare è di avere pazienza, stare sereni.
Se proprio non ce la facciamo e abbiamo bisogno di più aiuto, alla prossima occasione potremo sempre decidere di fare qualche sostituzione.
Nei casi in cui si deve congedare un elemento o parlare a nome di tutti è utile avere una figura di riferimento, un capogruppo. La figura del capogruppo è molto importante, a volte è solo il portavoce della maggioranza, altre volte è il solo responsabile.

7 Il vile denaro: le spese di gruppo, la paga dei musicisti

Ogni musicista ha le sue spese personali: strumenti, microfoni, corde, vestiti, mezzo di trasporto.
Oltre a questo ci sono in aggiunta delle spese che potrebbero essere in comune e cioè l’impianto audio-luci, la cavetteria, le spese del furgone da trasporto del materiale audio-luci, le locandine, le registrazioni di demo e album, le telefonate necessarie ad organizzare i concerti, spese di pubblicità, tempo impiegato ad organizzare concerti a discapito del proprio lavoro, eccetera.
Come dividere queste spese? Non c’è un modo che è valido per tutti perché ogni gruppo prende le proprie decisioni. Come sempre, ogni decisione deve essere chiara fin dall’inizio. Se si decide che ogni membro del gruppo deve pagare la sua parte, quando ne uscirà verrà risarcito, oppure no, dipende dagli accordi presi in precedenza.
A volte alcuni elementi si fanno carico di tutte le spese perché vogliono decidere senza avere interferenze esterne. Quando le spese sono ingenti non tutti potrebbero essere d’accordo sulla necessità di affrontarle, ma se una persona ha un progetto in mente, se vuole davvero attuarlo è meglio che faccia affidamento sulle proprie forze. Questa è la nostra esperienza.

Adesso faremo alcune considerazioni sulla ripartizione del guadagno delle serate.
Alcuni musicisti inesperti, quando vengono pagati per la serata o il concerto, non capiscono che non si può dividere in parti uguali dando la stessa cifra a tutti.
Alcuni impiegano soldi, tempo, lavoro, energia per organizzare le serate, forniscono l’impianto audio, anticipano soldi per le spese, altri invece vengono solo a suonare, per cui non si può dare a tutti lo stesso compenso.
La paga di ogni musicista è definita in anticipo dal capogruppo o da coloro che gestiscono il gruppo.
Non è detto che un capo-orchestra debba per forza pagare tutti gli orchestrali allo stesso modo, ci sono molti distinguo, per esempio la bravura del musicista.
Si deve suonare gratis? Dipende, ne abbiamo già parlato altre volte. Forse, se ne vale la pena, se è vera beneficenza, se fa piacere, se pensiamo che ci sia un futuro guadagno e soprattutto se ce lo possiamo permettere, facciamo un po’ come ci pare, tanto se non c’è lavoro non è certo colpa di chi va a suonare gratis.

8 Il problema degli euforizzanti

Freak Antony, buonanima, cantava: -I gelati sono buoni, ma costano milioni…-
Suonare nei locali vuol dire avere la possibilità di bere spesso e gratis.
Abbiamo anche l’occasione di fare festa in mille altri modi.
Per suonare ci si da la carica con alcolici, nicotina, caffeina, marjuana e cose più forti, in giro c’è di tutto.
Se non facciamo attenzione ci possiamo ammalare anche solo mangiando quello che ci viene servito nei locali prima di suonare, che è il peggio del peggio del cibo che possiamo trovare, il fast food.
E’ difficile dire in che misura una persona debba divertirsi, bere, fumare, mangiare, drogarsi o rovinarsi.
Fate voi, noi abbiamo scelto di fare i bravi per resistere agli anni e alla fatica e preferiamo rimanere in forma, lucidi, sani, il più possibile.
Però ci sarebbe da seguire una deontologia professionale, la quale impone che al momento di suonare si debba essere in grado di rendere al massimo delle proprie capacità, quindi è proibito salire sul palco troppo fusi per suonare correttamente. E ognuno è responsabile di sé stesso.
Questo non è un consiglio per tutti, ma soltanto per chi vuole conservare la salute prima di tutto.
Tante persone si ammalano bevendo e fumando senza accorgersene, anno dopo anno, girando i locali e facendo festa con gli amici. Stiamo attenti.

9 I menabelini

Una prima categoria di menabelini la troviamo fra le persone che vediamo in serata, che fanno parte del pubblico o dei nostri fans.
Quante volte abbiamo visto artisti famosi lamentarsi del pubblico invadente? La gente pensa che i personaggi famosi abbiano il dovere di parlare con tutti i loro fans e di ascoltare i loro discorsi.
Questo succede anche a quelli non famosi, come noi, che incontrano amici e parenti (o estranei) in occasione dei concerti.
Cosa succede? I menabelini non si rendono conto che noi dobbiamo suonare, che siamo stanchi e che non siamo in giro a divertirci, come loro. Cominciano il loro discorso senza fine e noi rimaniamo bloccati lì ad ascoltarli parlare delle loro vacanze, dei fatti loro, dei loro problemi, fino al momento di salire sul palco, stanchi e con una testa gonfia come un pallone.
Molte persone soffrono di questa disfunzione, sono logorroiche, spesso a causa dell’euforia della serata, la contentezza di essere insieme. Però non è buona educazione rovesciare un fiume di parole su una persona, sarebbe più giusto verificare se il discorso è accettato, è interessante o se chi ascolta sta resistendo con un pallido sorriso sulle labbra.
Come fare per scrollarsi da dosso questo tipo di menabelini? Difficile, perché si offendono facilmente, ma è questione di sopravvivenza, bisogna trovare un modo.

Un altro tipo di menabelini sono quelli che ti vogliono far suonare per poco o niente. Gli piacciamo tanto, vorrebbero organizzare un concerto per la presa di coscienza della guerra, o del vegetarianesimo, o in onore dell’anniversario di Bob Marley. Però non ci sono soldi. E va beh, valutiamo se è il caso di fare beneficenza o se abbiamo a che fare con i soliti personaggi che vogliono organizzare gli eventi a spese nostre. Son tutti finocchi col culo degli altri!

Altro caso lo abbiamo quando siamo in presenza di quegli elementi che non riescono a stare in gruppo.
Muoversi in gruppo vuol dire capire le esigenze più urgenti, aiutare il buon funzionamento della serata, non fare capricci, non mettere fretta o agitazione, non bisticciare, avere un carattere allegro, sereno, calmare gli animi nei momenti di tensione.
Non siamo sempre così perfetti purtroppo, ma alcuni sono l’esatto opposto.
Avere un menabelino dentro al gruppo è faticoso e a breve tempo esaurirà tutte le nostre risorse di sopportazione e pazienza.

10 Le scelte per il futuro

Se in un gruppo si comincia a parlare di futuro, facilmente nascono problemi, divergenze di opinioni e di obbiettivi, che portano allo scioglimento del gruppo stesso.
Il futuro è troppo futuro, spaventa.
Il consiglio è di parlare e di programmare una stagione alla volta, cioè all’incirca 6 mesi, un anno al massimo.
Il futuro è un argomento troppo personale.
Per fare andare avanti un gruppo è essenziale che ognuno pensi prima al proprio, di futuro.
Se saremo felici e ben organizzati, forse potremo continuare a suonare anche in gruppo, ma se aspettiamo che tutti gli altri siano d’accordo con la nostra visione del futuro e rimaniamo frustrati quando non lo sono, non andremo avanti né da soli, né col gruppo.

Questi sono i nostri semplici consigli dettati dalla nostra personale esperienza, speriamo che possano essere di aiuto anche a voi.

Dite la vostra