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Nella nostra civiltà è ancora tollerato il maltrattamento degli animali, li torturiamo in nome della Scienza, della nostra presunta superiorità nei loro confronti, del libero mercato.
Gli animali vengono allevati, uccisi e maltrattati per vari motivi:

- La ricerca scientifica.
- La produzione e la sperimentazione di medicine.
- L’alimentazione, la produzione di carne e alimenti di origine animale.
- Oggetti vari, utensili e monili in avorio, corallo, tartaruga, madreperla, conchiglie, pelle di vari animali, pellicce, animali impagliati.
- La caccia e la pesca. Si uccide per divertimento e relax.
- Spettacolo: animali da circo, la corrida, il rodeo, le corse, i combattimenti.
- Commercio di animali esotici, o da compagnia, o per collezionisti.
- Per contenere la loro presenza in vicinanza di insediamenti umani e zone agricole.

Le radici della guerra hanno quindi anche una loro applicazione pratica, sugli animali.
Su ognuno di questi punti ci sarebbe molto da dire, ci sono molti siti che provano scientificamente che tutte queste attività sono un’inutile crudeltà, invitiamo tutti a riflettere e informarvi.

Parliamo per esempio della caccia, uccidere per divertimento alimentando l’industria delle armi.
Quanti incidenti, quante disgrazie sono accadute per avere usato le armi da caccia, durante le battute, per mano dei bambini che incautamente le hanno trovate in casa, per mano di uomini che in un momento di rabbia furiosa sono corsi a prendere il fucile da caccia per sparare alla moglie o al vicino di casa.
Avere armi in casa non è certo una sicurezza in più, anzi.

L’alimentazione occidentale è basata sull’utilizzo di carne e pesce, anche se l’aumento della loro produzione è salito tantissimo negli ultimi 100 anni circa.
Oggi sappiamo che gli allevamenti intensivi, nati dall’esigenza di produrre molta carne, sono responsabili dell’inquinamento delle falde acquifere e del territorio, del disboscamento.
Invece di coltivare i cereali per sfamare gli uomini, li coltiviamo per dare da mangiare agli animali da allevamento, questo richiede l’utilizzo di molta acqua e molte risorse. Siamo 6-7 miliardi su questo pianeta, sarebbe possibile mangiare e stare bene tutti, ma non è possibile farlo mangiando carne perché siamo in troppi. Si può vivere di vegetali e se impariamo a cucinare bene, possiamo mangiare benissimo, senza patire la mancanza dei nostri cibi preferiti a base di carne e pesce.
Smettere di mangiare carne sarebbe un forte segnale di responsabilità civile nei confronti di tutta l’umanità.

Finchè mangiamo la carne ci è difficile soffermarci a osservare i maltrattamenti sugli animali, comprando oggetti di origine animale è difficile capire fino in fondo la sofferenza che c’è dietro a questi oggetti. Questo succede perché siamo portati a giustificare le nostre scelte, nessuno vuole vedersi nei panni di un sadico o di un menefreghista.
Solo riducendo l’acquisto di prodotti di origine animale possiamo iniziare a sentirci meglio, a essere più coerenti con le nostre scelte, spesso questo non è possibile da realizzare in poco tempo. Le abitudini alimentari o il mestiere che facciamo può essere basato sullo sfruttamento degli animali, quindi per cambiare bisognerà farlo a gradi, dopo aver trovato altre soluzioni.

In questi tempi si parla molto del rischio di estinzione per elefanti e rinoceronti, per colpa del commercio dell’avorio e dei corni di rinoceronte. Non pensiamo alla salute del pianeta. Non pensiamo più. Non usiamo il nostro potenziale umano, viviamo come degli animali dotati della capacità di causare enormi disastri ambientali. Almeno gli animali questa capacità non ce l’hanno. Noi che possediamo la ragione, non la usiamo.

Ci sono moltissimi libri e studi scientifici che dimostrano la stretta relazione fra malattie degenerative e alimentazione ricca di carne, pesce, latticini.
Pensiamoci, forse è l’ora di ridurre gli alimenti di origine animale, se non ce la sentiamo di farne a meno, almeno riduciamone il consumo.
Anche perché con l’alimentazione è meglio andarci piano: mangiare solo verdura e frutta provoca una forte disintossicazione che manda in circolo molte tossine.
Questo processo, messo in moto da un cambiamento troppo drastico della dieta alimentare può dare molti problemi a chi ha consumato fino a ieri carne, fumo, alcol e medicine.

La nostra sindrome da acquisto compulsivo ci fa dimenticare le origini e i danni ambientali causati dalla fabbricazione degli oggetti che compriamo.
Gli oggetti non compaiono magicamente sugli scaffali dei negozi, ma sono stati costruiti a partire da materie prime, con il lavoro manuale, attraverso scambi commerciali e sono stati trasportati fino al negozio.
Nel caso di materiali animali, si sono dovuti uccidere molti esseri viventi, ricordiamolo sempre, non soltanto per alimentarci, ma anche per costruire oggetti futili come soprammobili, orecchini, braccialetti ecc.
Alcune persone dicono di provare pietà per gli animali, ma non se li trovano cotti nel piatto.
Allora dovremmo ricordarci che esiste in commercio una moltitudine di oggetti legati allo sfruttamento animale e che compriamo senza farci caso, non ci pensiamo.
Se vogliamo avere più consapevolezza e limitare la sofferenza, evitiamo di acquistarli. Valutare gli oggetti in questa maniera ci rende responsabili dei nostri acquisti e decisioni.
Non possiamo comprare per noia delle cose che diventeranno spazzatura, solo perché abbiamo l’impressione che costano poco.
Per l’ambiente la loro produzione ha già avuto un costo molto alto.

Ma la sofferenza che patiscono gli animali ricade anche su di noi.
Immaginiamo come si devono sentire tutte le persone che lavorano nei macelli, nei laboratori, a stretto contatto con la sofferenza animale, tutti coloro che sono abituati ogni giorno per lavoro, a uccidere e procurare sofferenza a degli esseri.
Anche se saranno sicuramente abituati, sono comunque costretti a vedere gli occhi delle povere bestie, udire i loro lamenti.
Tutto questo non può far bene all’uomo. La sofferenza inflitta agli animali, ricade su di noi nel nostro piatto, nel nostro corpo e nella nostra mente.

Ultima e importante considerazione, l’aspetto etico, la pietà verso chi soffre.

E’ dalla mancanza di pietà che nasce la violenza e che si creano le basi per le guerre e i conflitti.
Sentire la sofferenza altrui è impossibile se il nostro lavoro è quello di uccidere, di opprimere, di sfruttare.
Ci schermiamo, diventiamo impermeabili alla sofferenza, non la vediamo più. Succede per permetterci di vivere senza sentirci oppressi e torturati a nostra volta.
Però non vediamo, non sentiamo, non amiamo, solo usiamo, sfruttiamo, senza pensare alle conseguenze.
E’ questa la causa della guerra.

Dite la vostra