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Abbiamo passato la Pasqua seguendo gli insegnamenti di Dagpo Rimpoche, un lama tibetano di 82 anni che vive a Parigi dal 1960 e gira tutto il mondo dando insegnamenti.
Ci ha spiegato che cosa è la felicità.
Essere felici, per la filosofia buddista, è una capacità che varia secondo lo spirito delle persone. Gente povera, miserabile o malata dice di essere felice, gente ricca e in salute si sente infelice. La felicità, pur dipendendo anche da cause esterne, sembra essere soprattutto un fattore mentale.

La felicità si coltiva sviluppando le nostre qualità positive: la compassione, la pazienza, la memoria, l’attenzione ecc.
Migliorando una qualsiasi qualità umana, diventiamo sempre più capaci di essere felici.
Eliminando i difetti mentali, ampliamo la capacità di provare felicità perché eliminiamo le cause che ci fanno cadere preda della sofferenza.
Quindi dobbiamo imparare a eliminare i tre veleni che sono odio, attaccamento e ignoranza, cioè imparare a non arrabbiarci, a non odiare, a non desiderare sempre più cose, a percepire la realtà in maniera corretta.

Un anno fa avevamo incontrato un altro lama, Chamtrul Rimpoche.
Alla domanda: Cosa ne pensa della crisi? lui rispose:  – Non mi sembra che qui si stia poi così male, nel terzo mondo stanno peggio. -
E quando gli chiesero: E se spariscono le pensioni? rispose: – In Tibet non ci sono mai state eppure vivevamo lo stesso. -

I tibetani sono pratici, per loro bisogna andare avanti, occuparsi di potenziare le proprie capacità, di sorvegliare le nostre motivazioni, cercare di sviluppare le proprie qualità e ridurre sempre di più i difetti mentali.
In nessun caso bisogna chiuderci della nostra piccola realtà, ma dobbiamo sempre rapportarci al resto del mondo, paragonarci agli esseri di tutto il pianeta, anche ai più miserabili e, per chi ci crede, anche agli esseri delle esistenze meno fortunate. Se state male, pensate a chi sta peggio di voi. Serve a darsi coraggio.

Anche Lama Dagpo Rimpoche ha detto che il buddismo non è la religione migliore per tutti, che non esiste una religione migliore per tutti.
Ognuno ha la propria predisposizione a seguire una religione o una filosofia di vita. Molti non hanno una religione e vivono benissimo.
Le differenze di pensiero sono sempre esistite e devono poter coesistere pacificamente. L’importante è sentirsi umani, seguire un’etica di vita, provare compassione, studiare e  meditare.

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