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Perché siamo diventati vegetariani?

Ognuno arriva a fare le proprie scelte in base al proprio vissuto. Noi ci siamo arrivati da musicisti. Per anni abbiamo suonato nei locali, nelle piazze, nei festival, nelle sagre, dove capitava. La nostra principale occupazione era di studiare, cercare lavoro, ascoltare musica, comporre, fare serate. Lasciavamo poco spazio al resto. Questo a lungo andare ci ha causato molti, ma molti problemi. Fumi, bevi la berretta, mangi il panino, dormi di giorno e dopo un po’ non riesci più a reggerti in piedi. E canti “E’ un mondo difficile” di Tonino Carotone, che sembra se la spassi allegramente in questo ambiente. Ma ci vuole anche un fisico bestiale. Se non hai il fisico bestiale, ti succede come a noi che a un certo punto siamo crollati. Crisi profondissima. Non si può raccontare tutto perché scriverei un libro, però si crolla, ci si ammala, ci si deprime e si smette di suonare. “Buonanotte, le corde si son rotte, non posso più suonar…”

Per risalire da questa discesa a peso morto, abbiamo dovuto cercare qualcosa che ci aiutasse a capire dove sbagliavamo: con i libri, la filosofia, l’alimentazione, la medicina, insomma, le scienze umane.
E’ interessante notare che quello che non riusciamo a comprendere all’inizio solo con l’etica, lo capiamo benissimo attraverso un ragionamento pratico:
“Se non mangio bene, mi ammalo. Già sto male, non riesco più a stare in piedi, non riesco più a digerire, non ho più l’energia che mi serve per andare avanti. Devo fare qualcosa per forza.”
Ecco, questa è la nostra esperienza, siamo stati costretti, per motivi di salute a imparare ad alimentarci meglio.

Da dove si inizia?
Leggete le etichette degli alimenti che comprate e se non conoscete gli ingredienti, compratevi un libro sugli additivi alimentari.
Da lì, vi verrà il dubbio che decine e decine di sostanze chimiche ingerite ogni giorno, per anni, forse vi hanno fatto male. Ci si informa sulle multinazionali farmaceutiche, sul business delle multinazionali dell’alimentazione industriale…ci si informa, si legge, si scoprono nuove buone ricette, da sostituire alle nostre che magari erano buone, ma ci facevano male.

La scelta etica di non nuocere agli animali, che dovrebbe essere il motivo principale della scelta di un vegetariano, è stata fatta dopo.
Quando per anni siamo stati abituati a mangiare ogni sorta di animali, è difficile avere la capacità di provare compassione per loro perché abbiamo ritenuto che nutrirsi di carne fosse indispensabile, naturale. Soltanto approfondendo l’argomento possiamo arrivare a capire che si può vivere senza carne, anzi si sta meglio, che gli allevamenti intensivi di oggi sono degli inferni che generano altri inferni: il disboscamento, le emissioni di gas, l’inquinamento delle falde idriche, la produzione della carne conservata che è altamente nociva ecc ecc.

Quindi, soltanto dopo aver passato qualche tempo senza mangiare carne, ci è venuta anche la sensibilità verso la sofferenza animale, perché ci si pensa tutti i giorni. Non è più un pensiero che passa nella mente una volta per pochi secondi e poi non ci si pensa più. Mangiando vegetariano, ogni giorno siamo consapevoli di questa scelta e siamo naturalmente portati a ragionare sulle conseguenze di una vita basata sullo sfruttamento intensivo degli animali per ogni cosa: la pelle, la pelliccia, la carne, la vivisezione, i sieri, le ossa (nelle caramelle gommose e le gelatine per es), l’avorio, per la produzione industriale di latte e latticini, nel commercio di animali d’appartamento e la lista più ci si informa, più si allunga.

Ecco qual è stato il nostro percorso. Siamo felici di esserci arrivati, stiamo molto meglio, nuove strade si sono aperte davanti a noi e boicottare le multinazionali, causa oltretutto dello sfruttamento umano, per noi è molto facile perché ormai certi cibi non li compriamo proprio più. Si ritorna a un’alimentazione semplice e sana, a scelte eticamente valide perché, volere o volare, è da lì che si passa se si vuole stare bene.

E per finire, ne abbiamo fatto anche una canzone, “Vegetarian man”, così si chiude il cerchio: le nostre scelte alimentari diventano vita, le nostre scelte di vita diventano musica.

Dite la vostra