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Abbiamo ripreso a suonare nei locali della nostra zona dopo qualche anno di pausa (a parte qualche rara eccezione) e ci siamo accorti di come la situazione sia cambiata ultimamente.
Avevamo già parlato della musica dal vivo in un precedente articolo  http://www.barmagrande.net/suonare-dal-vivo-nei-locali-consigli-pratici/
Oggi quando si suona nei locali ci chiedono di “creare l’evento” su Facebook. Fin qui niente di particolare, si fa presto.

Invece ci è successo un episodio che ci ha lasciato perplessi e che ci ha ricordato quanto sia paradossale vivere nel nostro piccolo mondo dell’estremo ponente ligure.
Abbiamo avuto la richiesta, da parte dei gestori dei locali, di non suonare nella stessa città o nelle città limitrofe per più di una volta ogni due settimane.
Suonare nella stessa città due giorni di fila è addirittura considerato scorretto. Si sminuirebbe l’importanza dell’evento.

Ora, noi suoniamo in trio cercando con fatica di prendere 100 euro a testa, i locali non pagano di più e per questo motivo non possiamo nemmeno spingerci troppo lontano, per i costi di viaggio. Aggiungendo questa nuova regola che non si può suonare per più di una volta ogni due settimane nei paraggi di 10 chilometri, la situazione diventa talmente complicata che ha del grottesco.

I tempi sono duri e i locali chiudono così come chiudono molti negozi, gli artigiani chiudono la partita iva, la gente si inventa un nuovo mestiere, siamo tutti alla ricerca di capirci qualcosa, di tirare a campare.
Ma questa idea di non creare concorrenza sleale suonando una sola volta nel giro di 2 settimane ci sembra una enorme cantonata.

Per la nostra esperienza, nel periodo che si suonava molto, c’erano diversi locali che facevano sempre suonare dal vivo in contemporanea, sia dei gruppi che delle formazioni in duo.
Ad Arma di Taggia per esempio c’erano quattro o cinque locali nello spazio di 100 metri, tutti lavoravano, c’era giro, la gente si spostava da un locale all’altro. Lo stesso accade oggi in Francia.
In Francia c’è più gente, certo, anche perché c’è può offerta di spettacoli come una volta ad Arma.
Oggi la gente esce meno, ma c’è anche meno offerta di spettacoli, meno locali, meno soldi, meno idee. E’ molto difficile avere un locale, fare musica dal vivo, questo lo sappiamo.

Quindi? Quale sarebbe la soluzione, quella di far suonare i musicisti due volte al mese, così quei pochi ascoltatori si muoverebbero più volentieri per venirci a sentire?
I locali, prima chiedono al gruppo “Quanta gente portate?”, senza preoccuparsi di come suoni questo gruppo e che effetto avrà sulla sua clientela, poi vorrebbero pagare poco, riempirsi il locale con i nostri “fans”, chiamarci a suonare 2 volte l’anno e chiedere di non farci vedere in zona nell’arco delle 2 settimane precedenti all”evento” (accidenti anche a Facebook e ai rompimenti di balle che ci procura). Ci chiedono di creare il belin di evento su Facebook, poi se lo controllano e siccome siamo “amici di Facebook” controllano anche se suoniamo nei paraggi, quando e dove. Se suoniamo a Dolceacqua e dopo due giorni a Ventimiglia, non va bene. L’evento perde di importanza. Non avremo pubblico. C’è poca gente in giro e se la devono spartire un po’ per uno.

Questo non può essere il mondo reale.
Eppure, gestori di locali e direttori artistici, sono tutti convinti che per i tempi che viviamo questa sia una giusta e ragionevole richiesta.
Per noi è una enorme cantonata. Non sappiamo ancora come risolveremo la questione, ma potrebbe anche risolversi da sola, visto le pochissime date che riusciamo a fare.
Di certo questa soluzione non ci pare realistica né ragionevole, ma un ingenuo tentativo di fermare la crepa nella diga mettendo un dito nel mezzo.
Sarebbe interessante sapere se questa situazione si riproduce anche in altre città d’Italia o se è uno svarionamento tutto ligure.

Il nostro punto di vista è che non è possibile richiedere una esclusiva di qualsiasi tipo ad un gruppo quando si tratta di organizzare piccoli concerti locali. Queste richieste vengono fatte sotto contratto in occasione di grandi manifestazioni durante le quali i gruppi sono pagati delle cifre molto più alte e gli organizzatori devono poter contare sull’afflusso di un pubblico numeroso.
Una serata in un bar o un ristorante non può essere considerato un evento perché un evento si produce raramente e un musicista non può suonare così poco a basso prezzo pure.

Perchè si decide di fare musica dal vivo nel proprio locale? Per creare interesse da parte della gente e attirare nuovi clienti.
Infatti per la nostra esperienza, abbiamo visto che i locali che funzionano lavorano bene con i loro clienti e non aspettano nuovi clienti attirati da una band.
Se il gestore sceglie buoni gruppi e lavora bene, il locale funziona, altrimenti far suonare dei gruppi dal vivo sarà soltanto un debole tentativo destinato a concludersi.

A Ventimiglia abbiamo sempre avuto poco, ormai da decine e decine di anni, poche manifestazioni, pochi concerti, pochi spettacoli. Il comune indagato per mafia (con i vicini Bordighera e Ospedaletti), ogni tanto un locale prende fuoco, la città piena di “compro oro” e sale da gioco.
La situazione è così in tante città d’Italia, ma noi qui siamo più isolati, abbiamo meno alternative al nulla.

Possiamo sempre espatriare e andare in Francia, la frontiera è qui a due passi.
Anche se Mentone e le prime città francesi sono piene di anziani in pensione, c’è sempre Nizza, Monaco e Cannes. Faremo così.

4 commenti

  1. saverio - 2015-11-28 11:11

    Ho letto con attenzione e tanto interesse le cose scritte. Faccio i miei complimenti per le
    tante notizie e considerazioni. Sinceramente non immaginavo tante complicazioni.
    Avevo idea di provare a mettere in pratica questa mia passione ma forse è bene non
    procedere.

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    • Barmagrande - 2015-11-29 21:11

      Mi dispiace se qurestyo articolo ti ha scoraggiato. I problemi nella vita ci sono e sono tanti, se ne parla per analizzare la situazione, ma tutti i problemi sono comunque risolvibili e non tutte le persone hanno le stesse difficoltà. Dipende anche dal carattere, dalla fortuna, dalla volontà…altrimenti con questo pensiero nessuno farebbe mai niente! Ti auguriamo buona fortuna sperando di averti spinto a metterti in gioco. Ciao!

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  2. MJ - 2017-05-11 09:05

    Ho letto l’articolo ed infatti mi domandavo proprio perche’ non andate all’estero. Guardate personalmente ho una media-list contatti qui in nord Italia abbastanza estesa e sto organizzando un tour promozionale per il nuovo album ma bene: se gli enti mi inseriscono in serata ok altrimenti se non vogliono o fanno proposte nelle quali ci rimetto “volto le spalle con un no secco” e buona sera. Ho contatti in altre citta’ europee che sto letteralmente cercando via internet e vedo che effettivamente gia’ il solo aproccio che hanno nei miei confronti e’ di chi ti tratta con rispetto ed in questo caso sono io stesso molto piu’ propenso “ad andare incontro a loro”. Del resto l’Italia sta abbastanza male economicamente purtroppo, le politiche economiche degli ultimi 20/30 anni non hanno fatto molto, ma fortunatamente c’e’ sempre l’Europa che e’ ancora unita e girando per l’Europa vedo che invece stanno economicamente bene al contrario di quanto si dice qui. Quindi secondo me occorre veramente andare altrove.
    Voi che genere fate?

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    • Barmagrande - 2017-05-11 14:05

      Ciao, grazie del commento,
      noi siamo una reggae band, ognuno deve cercare la propria strada, noi in questo momento ci stiamo dedicando alla collaborazione con un artista internazionale e continuiamo………one love!!!

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