Le ultime dal nostro blog...

SAMSUNG DIGITAL CAMERA

Il tempo

La parola “tempo” in musica ha diversi significati:
a) “Suonare a tempo” indica la regolarità di esecuzione.
b) “Battere il tempo” vuol dire battere con la mano o col piede la pulsazione che ci viene più facile e naturale da seguire ascoltando un brano musicale.
c) indica la velocità del metronomo es. semiminima = 120.
d) è il numero di battiti compresi in una battuta es. “Il valzer è una danza a tre tempi”.

Il tempo e la pulsazione
Riprendiamo il concetto di tempo e pulsazione per approfondire questo importante argomento.
Il tempo relativo a un particolare brano musicale ha una velocità che risulta di facile esecuzione, sia battendo le mani, battendo il piede o con la matita sul tavolo.
Se invece è troppo veloce, si tratta di una suddivisione del tempo. Non è riproducibile in maniera comoda e rilassata, ma bisogna eseguirla con una certa abilità.

La pulsazione è una successione di battiti regolari che può essere riferita sia al tempo che alle sue suddivisioni, quindi può essere molto lenta o molto veloce.
Però se la pulsazione è troppo lenta, non è più percepita come pulsazione, ma come singoli battiti, perché la mente si distrae e non riconosce che c’è continuità fra i suoni.
Quando è velocissima invece, si trasforma in una vibrazione e noi la percepiamo come un suono.

Capire la nozione di tempo, pulsazione, ritmo è importante.
Se non riusciamo nemmeno a riprodurre una pulsazione stabile, come potremo eseguire un brano o un ritmo regolari?
La comprensione di queste nozioni è soprattutto spontanea e nasce dall’imitazione cioè dalla riproduzione di un esempio che ci viene dato.
Come si potrebbe altrimenti insegnare ai bambini? Non possiamo pretendere di spiegare a un bambino cos’è la pulsazione.
E’ più facile dare un esempio suonando e chiedere di riprodurlo. Infatti la musica si insegna principalmente attraverso l’imitazione.
Per un adulto può anche essere utile capire intellettualmente alcuni argomenti perché una volta capiti, possiamo fare cadere delle vecchie incomprensioni e blocchi mentali.
E’ importante partire dalla pratica e solo dopo ricorrere all’analisi che può servire per la condivisione delle idee, per la scrittura musicale e per l’insegnamento.

Il ritmo

Il ritmo è creato variando gli accenti di una pulsazione. La pulsazione quindi è la più elementare forma di ritmo: una serie di battiti uguali che si ripetono, senza variazione di velocità né di accento.
.     .     .     .     .     .     .     .     .     .     .     .

Per creare un ritmo, eseguiamo questa pulsazione regolare e diamo un accento ad esempio ogni 3 battiti.
>        .      .         >        .      .         >        .      .         >        .      .         >        .      .

In questo modo abbiamo prodotto un semplice ritmo, una serie regolare che si ripete accentuando un battito su tre.
Adesso abbiamo anche una nuova pulsazione ogni 3 battiti, perché il nuovo accento crea una nuova pulsazione, più marcata.
Questa pulsazione dura il triplo di quella precedente e quindi è più lenta.

Facciamo lo stesso accentuando un battito su due:
>       .        >       .        >       .        >       .        >       .        >       .        >       .        >       .

Qui abbiamo due pulsazioni, quella formata da tutti i battiti e quella prodotta dai battiti con l’accento.
La pulsazione composta da tutti i battiti ha la velocità doppia rispetto a quella formata soltanto dalle note accentuate.

Ogni figura ritmica è creata accentuando in modi diversi una pulsazione. I ritmi più complessi sono creati accentuando le suddivisioni dei tempi.
Ogni ritmo nasce dallo spostamento degli accenti e può essere analizzato in questo modo.

Suddivisione del tempo – esercizi col metronomo

1. Seguiamo una musica e troviamo le diverse pulsazioni, dalle più lente alle più veloci. Eseguiamole battendo con una matita sul tavolo.

2. Posizioniamo il metronomo ad un tempo facile da eseguire (da 60 a 72) ed esercitiamoci a battere il tempo insieme al metronomo.
Successivamente cerchiamo di suonare due battiti regolari per ogni tempo, poi 3, 4, 5, 6, 7, 8.
Questo esercizio va fatto a gradi, prima cercando di passare da un battito ogni tempo a due battiti, poi torniamo a uno per un po’ e poi ancora a due.
Quando questo esercizio risulta facile, si passa a tre battiti. Man mano che si riesce a eseguire questo, si passa alle altre suddivisioni, e infine riproduciamo le suddivisioni saltando da una all’altra.
L’aspetto importante di questo esercizio è di riuscire a interiorizzare la suddivisione del tempo ed eseguire le diverse figure nella maniera più regolare possibile.
Saltare da una figura all’altra è importante, ma non prima di riuscire a eseguire regolarmente le diverse suddivisioni.
Questo esercizio può essere praticato anche studiando scale e arpeggi.

L’attenzione e la consapevolezza

Anche eseguendo gli esercizi più semplici come scale e arpeggi, dobbiamo stare attenti a suonare con musicalità.
Se dimentichiamo di farlo, rischiamo di prendere la brutta abitudine di suonare in modo automatico e alla fine questa tendenza diventerà un difetto che ci porteremo sempre dietro.
Suonare è come parlare. E’ sempre meglio ascoltarci e accorgerci se diciamo delle stupidaggini, invece di parlare a ruota libera.
Fare attenzione all’emissione del suono, alla musicalità, al fraseggio, alla posizione del corpo, deve diventare un’abitudine.
Le abitudini si prendono praticando l’attenzione e la consapevolezza, in modo da essere in grado di ascoltarci e correggerci da soli.

I due aspetti principali dello studio musicale

Il primo aspetto è più materiale, riguarda lo studio del suono come melodia, come ritmo, come armonia.
E’ lo studio dello strumento, è l’oggetto delle teorie della musica, del solfeggio, l’armonia, l’analisi, dettati musicali, solfeggio cantato ecc.
Il secondo è l’aspetto spirituale: la musica intesa come condivisione, come comunicazione, come espressione dei sentimenti umani.
Soltanto dall’insieme di queste due caratteristiche può nascere la musica ed è per questo che l’aspetto umanistico cioè la motivazione individuale, la capacità di condividere i sentimenti attraverso l’arte, la sensibilità individuale sono caratteristiche importantissime così come lo sono lo studio personale, la preparazione tecnica, le qualità innate.
La motivazione che ci spinge a suonare è un fattore determinante per la riuscita dei nostri studi e per una buona esecuzione.
Se non fosse così, una drum machine potrebbe realizzare dei bellissimi groove, mentre in realtà i groove più belli sono eseguiti da artisti in carne ed ossa.

Dite la vostra